RocketTheme Joomla Templates
     
Paolo Alberta e il nuovo disco dei Negrita Stampa
Interviste
Scritto da Redazione   
Domenica 02 Novembre 2008 10:09
Il 31 Ottobre 2008 è uscito HellDorado, il nuovo album dei Negrita, abbiamo avuto modo di intervistare il loro fonico, Paolo Alberta, durante le sessioni di mix ad Agosto, al Mulino Recording di Acquapendente (VT).

MediaNotizie.com: Ciao Paolo, grazie per averci concesso questa intervista. Abbiamo incrociato prima Fabrizio Barbacci, il produttore dei Negrita, che ci ha detto che avete fatto un bel pò di km per registrare questo nuovo disco
Paolo Alberta: Il disco è stato preprodotto nelle campagne aretine, e registrato in Argentina. E' stato suonato praticamente tutto live, con gli ampli delle chitarre in un booth, una sala per la batteria e un locale per il basso amplificato su un ampli Ampeg con casse 8x10". Abbiamo registrato nello studio della band Bersuit Vergarabat, la rock band Argentina più importante con la quale i Negrita hanno stretto una collaborazione artistica. Dopo la presa di coscienza musicale e umana delle registrazioni in Brasile del disco precedente, in Argentina abbiamo trovato il posto giusto per il sound del gruppo. Tornati in Italia abbiamo fatto alcune sovra-incisioni nello studio dei Negrita, assemblato in una casa colonica in provincia di Arezzo. Piscina d'estate e caminetto d'inverno aiutano a stare bene...
Per i mix abbiamo scelto il Mulino Recording per via della quantità e qualità delle macchine e alle facilities logistiche. Avevamo inizialmente progettato di fare qui [Mulino Recording] solo i brani più importanti del disco, ma poi ci siamo resi conto di non poter andare al risparmio proprio in questa fase, e quando uno studio ti offre certe caratteristiche è difficile riuscire ad ottenere un progetto omogeneo completandolo da altre parti... 

MN:Lo studio dove ci troviamo è già molto ricco di strumentazione, ma vedo degli outboard aggiuntivi...
PA: Si, sono di Fabrizio Barbacci. In realtà, con tutto l'outboard già presente in questo studio, non c'era la necessità di portare altro, abbiamo tutti duplicati di macchine già presenti, ad eccezione del Distressor.

MN: Perchè usi queste macchine?
PA: Adoro il Distressor perchè è una macchina molto versatile che fai suonare come ti pare, rispettando quello che entra. La mia consolle ideale avrebbe un Distressor per canale... Il Transient Designer è diventato per me una droga, se lo utilizzi una volta non ne puoi più fare a meno, lo utilizzo su batterie e percussioni. Altre presenze fisse nel mio setup con i Negrita sono il Quad Compressor SSL sul gruppo batteria e il Summit Audio TLA100 sul basso, se la fonte è buona il TLA100 ha sempre il suo perchè...
Sto utilizzando sulla voce l'EAR Yoshino 660 dello studio, un compressore che fa bene il suo lavoro senza farsi sentire anche se comprimi 20 dB! Abbiamo portato anche un TC System 6000, ma sui brani che abbiamo mixato fin'ora non è servito.

MN: State utilizzando il Lexicon 480L?
PA: Sull'ultimo brano mixato l'ho utilizzato come effetto sulla voce, ma ultimamente non utilizzo molto i riverberi, preferisco modificare il piano sonoro con l'utilizzo di micro-delay. Ritengo sempre meglio tirar fuori la stanza dalle registrazioni che creare un ambiente finto, i riverberi li uso più come effetti, spesso riverberi a convoluzione. [...]

MN: Il tuo rapporto con il computer?
PA: Ho iniziato a lavorare con Logic 4 su piattaforma Apple, con Logic 5 sono approdato al motore TDM e durante il disco di Ligabue "Giro d'Italia" ho fatto il passo verso Pro Tools. Lavoravo in tandem con Fabrizio Simoncioni, lui mixava ed io facevo edit, lui con Pro Tools e io con Logic, e il passaggio è stato naturale... Era uscita da poco la versione 6, molto bella graficamente, stavano entrando altri lavori dove la piattaforma di riferimento era quella, Logic al periodo era anche poco stabile e... è andata così...

MN: Su quali banchi preferisci lavorare?
PA: Mah... ho lavorato sempre su SSL 4000 e Neve, come pulizia sonora preferisco Neve... quindi mixo su SSL!

MN: Come?
PA: Ma si, da un certo livello in su sono tutti banchi bellissimi, ma con il Solid State raggiungi sempre prima un certo tipo di risultato... Questo banco [SSL 4000 E con computer G+], ha un'automazione stra-semplice, mi torna, sembra un'automazione fatta da chi la usa, non da "ingegneri lontani dal lavoro". In molti banchi l'automazione è ingestibile e inutile... Come la maggior parte dei fonici mi trovo molto bene a lavorare con la doppia automazione, alcune cose vengono meglio da Pro Tools, altre dal banco.

MN: su quale supporto state passando i mix?
PA: Il mezzo pollice su analogico è sempre bello, la differenza sonora c'è, ma capita sempre più spesso di fare versioni alternative e poi di doverle montare insieme, e il vantaggio di avere tutto sincronizzato dentro Pro Tools non è una cosa da poco...

MN: Come ascolti, vedo KRK?
PA: Ho iniziato come utente Genelec 1030, 1031 e Yamaha NS10 Studio. Con le Genelec, la tendenza dei musicisti, è quella di tenerle alte, ma quando poi passi ad altre casse, scopri che sopra i 5000 Hz c'è un mondo... Con le Yamaha, se non hai un finale giusto non suonano. Oggi uso KRK e mi sono fatto questo giudizio: sono della casse poco "goduriose" per l'ascolto della musica, ma  dato che per fare un lavoro tecnico hai bisogno di strumenti adatti a emettere giudizi e fare valutazioni, mi ci trovo molto bene. Sono complete con delle medie belle presenti, indispensabili per fare dei mix validi su differenti sistemi. E' naturale che serva poi una regia adatta per ascoltarle...

MN: Che rapporto hai con i plug-ins?
PA: L'importante è non avere un approccio sostitutivo dell'hardware reale: se non ho il Pultec hardware, il plug-in non è la stessa cosa.  Sugli eq ci sono sicuramente delle soluzioni correttive molto valide, poi ognuno ha i suoi preferiti, sono un fanatico di Filter Bank di McDSP.
Come compressori, preferisco gli hardware, ma con Smack! di Digidesign riesco velocemente a regolare un suono giusto in pochi secondi, come compressione multi-banda mi sono sempre trovato bene con il Waves C4 e McDSP MC2000.

MN: Dove farete il mastering del disco?
PA: Sterling Sound con Ted Jensen, Fabrizio [Barbacci] ci ha già lavorato altre volte, io mai, ma non ho mai sentito brutti lavori fatti da lui...  Hanno altre macchine, un altro modo di lavorare, un tecnicismo completamente diverso da quello Italiano. Per il best dei Negrita andammo da Ian Cooper al Metropolis di Londra, è stata la prima volta che ho assistito a un mastering non in Italia: è l'approccio che è molto differente, interventi minimali, lì per lì pensi che la differenza sarà poca, e invece... L'opposto di quello a cui ero abituato, ovvero interventi pesanti per risultati che stravolgevano il mix.
 
 

 

 

Login Form



Banner

Articoli correlati

Banner