| Entropya studio |
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| Interviste | |||
| Scritto da redazione | |||
| Giovedì 05 Giugno 2008 09:25 | |||
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Nelle scorse settimane abbiamo incontrato Daniela Sardara, manager amministrativo e tecnico dello studio Entropya di Balanzano (PG). Un lieto incontro che ci ha fatto scoprire una realtà professionale anche nel cuore dell'Umbria.
Ad appena 300 metri dall'uscita Balanzano sulla E 45, immerso nel verde troviamo il casale che ospita lo studio Entropya, a pochi Km da Perugia, e facilmente raggiungibile da tutta Italia. ![]() Medianotizie: Ciao Daniela, raccontaci come è nato lo studio. Daniela Sardara: L'idea di creare lo studio nasce da una stretta amicizia e spontanea collaborazione con i musicisti che frequentano la nostra casa perchè clienti e amici di mio marito (Gabriele Ballabio, liutaio), tra loro ci sono artisti di fama nazionale e internazionale, siamo così presto passati dalle jam sessions casalinghe a demo registrate su piccoli registratori di fascia consumer e nel corso degli anni ci siamo evoluti a sistemi sempre più professionali. Devo ringraziare l'entusiasmo di amici e musicisti che ci hanno supportato, non potrei non ricordare la figura di Sandro Peducci, pilastro di Umbria Jazz e grande musicista. M.: Oggi com'è organizzato lo studio? D.S.: Nel corso degli anni abbiamo ottimizzato l'acustica degli ambienti, sfruttando al meglio tutte le potenzialità architettoniche del casale che ospita lo studio offrendo una situazione vivibile e naturale. Oltre alla spaziosa regia, troviamo 4 ampie sale di ripresa indipendenti, con ampie vetrate che permettono la comunicazione visiva fra tutti i musicisti. Fra le tante modifiche tecniche ad un certo punto ci ha sfiorati l'idea dell'acquisto di un banco analogico, per noi banco da studio analogico significa Neve, Hassison, SSL o Cadac, banchi che conosciamo, altri non saprei cosa dire. A parte il costo iniziale c'è il problema delle spese di manutenzione, assolutamente essenziale, e di corrente, e guardando in avanti, e per chi ha avuto la fortuna di usarli sa di cosa parlo, il rischio era di trovarci a gestire una struttura troppo costosa. La decisione finale è arrivata dopo aver provato un sistema Digidesign ICON, semplice da usare e completo. M.: Descrivici il sistema Pro Tools. D.S.: ICON D-Command 24 Fader, Pro Tools HD 3 con 3 192 I/O, Sync I/O e MIDI I/O Digidesign affiancato da preamplificatori e outboard Digidesign, Focusrite, Universal Audio e Presonus. Oggi disponiamo di 48 in e out alla qualità di 192 KHz 24 bit. Il tutto pilotato da un Mac Pro Apple. Del lungo elenco di plug-ins sono particolarmente soddisfatta dei McDSP, in particolare di ML4000, e di molti Digidesign, come ReVibe e Eleven. M.: Del parco microfoni cosa ci dici? D.S.: Negli anni si è molto evoluto e ampliato, ho orientato le mie scelte basandomi sul mio gusto personale e ai consigli dei fonici che frequentano lo studio, per ottenere la massima cura nella ripresa degli strumenti acustici e per offrire una vasta scelta di microfonazione. Troviamo quindi Neumann, Shoeps, Sennheiser, AKG, Audio Technica, Shure, Rode e EartWorks. ![]() M.: Parliamo di ascolti, vedo le bellissime S3A... D.S.: Come main monitor abbiamo le ADAM S3A, ma in studio abbiamo a disposizione anche le Dynaudio BM5A e le Yamaha NS 10 Studio, per i diversi stili di ascolto. Come ascolti per i musicisti abbiamo scelto i sistemi Aviom, in modo che ogniuno possa regolarsi indipendentemente il proprio mix, e per offrire il maggior comfort possibile abbiamo scelto cuffie accurate e comode come: Sony 7509 e AKG K240.
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