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Media Notizie News
Scritto da Redazione   
Sabato 09 Luglio 2011 19:01

Un giorno importante per gli USA contro la pirateria su internet. E' stato siglato infatti un accordo fondamentale tra le principali associazioni di etichette e i principali provider americani contro la proliferazione di download illegale. Un danno economico, che solo negli USA è pari a 16 miliardi di dollari.

Mentre in Italia si odono grida ignoranti su leggi bavaglio contro la libertà di stampa e di internet, dove un ente pagato con i soldi dei contribuenti l'AGCOM, non è in grado di emettere una delibera per tutelare il diritto d'autore, perchè attaccata politicamente da chi è in realtà contro la cultura e solo a favore della distruzione della proprietà intellettuale, negli USA, dimostrano come sia possibile scrivere leggi efficaci.

L'accordo Americano è stato stipulato tra:
- i membri di MPAA e MPAA: Walt Disney Studios Motion Pictures; Paramount Pictures Corporation; Sony Pictures Entertainment Inc.; Twentieth Century Fox Film Corporation; Universal City Studios LLC; e Warner Bros. Entertainment Inc.


- RIAA e i membri di RIAA: Universal Music Group Recordings, Warner Music Group, Sony Music Entertainment, e EMI Music North America.


- ISP: AT&T, Cablevision Systems Corp., Comcast Corp., Time Warner Cable, and Verizon.


- IFTA: a rappresentazione di produttori e distributori indipendenti di programmi per il cinema e la televisione
- A2IM: a rappresentazione di 283 etichette piccole e medie che producono differenti generi musicali che riflettono le diverse culture del paese.

L'accordo consiste in 6 distinti step di "sanzione". Un utente che scarica illegalmente da internet materiale protetto da copyright verrà infatti prima avvisato per 4 volte via email su come rendere più sicura la sua connessione e sul danno economico che produce il suo comportamento. Il quinto step consiste in una drastica riduzione della banda di connessione. Il sesto e ultimo step consiste nella perdita totale e definitiva di connessione internet e telefonica.

Come nel mondo reale, chi commette reati, subisce la pena di essere isolato dalla società finendo in galera, la giusta pena per il mondo di internet deve essere quella di essere isolato dalla società della rete.

Il 2 Aprile 2009, la Francia è stato il primo stato Europeo a tutelare i diritti d'autore dal download illegale, informando per email e per raccomandata l'utente colpevole di essere sotto osservazione. Se entro un anno dalla comunicazione, l'utente continua a effettuare download illegali, viene disconnesso da internet.

C'è chi ritiene che ad occuparsi di tutela del diritto d'autore, debba essere necessariamente ed esclusivamente la magistratura, ma poi finge di dimenticare la tempistica di una causa in Italia, o la presenza di magistrati del calibro di Antonella Izzo. La sigr.ra Izzo, con la sua sentenza al Tribunale Civile di Roma, è finita sulle cronache nell'aprile del 2010 per la causa FAPAV-Telecom. In nome della privacy dei cittadini, e della libertà di impresa (!), ha dichiarato legale il download illegale, dato che il contratto di fornitura Telecom permette di connettersi ad internet, e che non sia possibile privare della libertà i naviagatori.

RUBARE OPERE SU INTERNET NON SIGNIFICA DISTRIBUIRE CULTURA, MA NON ALIMENTARE LA PRODUZIONE DI CULTURA.

Sentir raccontare da ragazzini con iPhone da 600 euro in tasca e scarpe da 150 euro ai piedi che la musica o il cinema è caro, è figlio di una cultura deviata che da il valore sbagliato alle opere. Un film su Amazon costa poco più di dieci euro, comprensivo di spedizione a casa. Sentir dire che la cultura costa cara è un'offesa alla cultura.

Questo concetto sembra di difficile comprensione a Paolo Gentiloni, ex ministro delle telecomunicazioni e attuale responsabile delle comunicazioni del Partito Democratico. Dopo le ulteriori modifiche apportate alla delibera AGCOM, che la rendono praticamente inutile, con ben 45 giorni di tempo e "democratica e aperta discussione" per poter oscurare un sito che permette il download illegale, il Gentiloni ha ancora il coraggio di dichiarare: "si tratta di creare il quadro regolatorio affinché l'industria culturale, invece di invocare il concetto di copyright del secolo scorso, accetti la sfida dei contenuti in Rete e del loro utilizzo legale" e ancora "La delibera Agcom contiene alcune correzioni di rotta, ma non ancora il necessario punto di equilibrio tra tutela delle opere dell'ingegno e diritti di libertà della Rete"

Vincenzo Vita, vicepresidente PD della commissione Cultura, dichiara: "Come volevasi dimostrare il tutto era già stato deciso. [...] Qualche modifica c'è stata, parrebbe. Per rimuovere i contenuti verrebbero fatti alcuni warning. Il periodo del contraddittorio passa a 15 giorni, anziché i 5 previsti." (Il senatore Democratico parla di regole che non conosce, qualcuno gli comunichi che i giorni sono passati a 45) "Poi, però, incombe la censura"

Quando saranno occupate le abitazioni di Paolo Gentiloni o Vincenzo Maria Vita o Antonella Izzo, ricorderemo loro che non si tratta di occupazioni abusive, ma di semplice diritto alla casa. Quando verranno rubate le autovetture di Paolo Gentiloni o Vincenzo Vita o Antonella Izzo, ricorderemo loro che non si tratta di furto, ma di diritto ai trasporti.

Descrivere come censura il voler isolare dalla rete i delinquenti, equivale a dichiarare attengiamento legale il furto. Con una produzione culturale senza più soldi, gli unici che hanno la possibilità di "fare cultura" possono essere solo i grandi gruppi politici, forse è questo l'obbiettivo, invece di avere tanti pericolosi giornali con opinioni diverse, sarebbe più facile un solo quotidiano sullo stile del Renmin Ribao (Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese).

Come resta sacrosanto il diritto di un autore di poter distribuire gratuitamente le proprie opere, al pari di un proprietario di casa che decide di prestarla a titolo di favore, deve però rimanere sacrosanto il fatto che, chi ha investito tempo e ingegno in un'opera, sia tutelato nella possibilità di venderla e distribuirla.